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D Ho letto dei libri buddisti e ho una domanda che molti vorrebbero fare. Quando la gente cattiva ha una pessima sorte, possiamo accettarlo, ma perché succede quando delle persone buone hanno una cattiva sorte? È a causa della legge del Karma? È a causa di ciò che hanno fatto nelle vite passate?

R Swami:Ciò che semini, raccogli. A volte ciò che fai oggi può avere un risultato immediato, mentre in altri casi ci vuole del tempo per vedere le conseguenze. Se urti il tavolo, può farti subito male; se semini oggi ci vorranno degli anni prima che vedrai i frutti. Se mangi del cibo ora, ci vorranno due ore per digerirlo. Allo stesso modo, ogni azione ha un tempo di reazione e di risposta. Pertanto, che voi siate buoni o cattivi, qualsiasi cosa abbiate fatto in passato, tornerà indietro. Non si tratta soltanto della gente buona che ha una cattiva sorte, di fatto, se siete davvero buoni non farete nessuna differenza fra gioia e dolore. Vedrete tutto solo buono. Tutto sarà buono per voi. Nei tempi antichi, la gente andava a cacciare nella foresta. C'era una volta un grande re di nome Akbar, che volle andare a cacciare. Egli aveva un ministro molto saggio che si chiamava Birbal. Birbal disse ad Akbar: “Tutto ciò che accade è per il tuo bene”. Mentre tagliava una mela il re si tagliò un dito e sentì molto male. Birbal gli disse che anche quello era accaduto per il suo bene. Il re si arrabbiò così tanto che fece mettere in prigione Birbal.

Venne il giorno in cui il re andò a caccia, Andò nella foresta per la battuta di caccia lasciando il suo ministro in prigione. Avvenne che il re, perso il contatto con la truppa, non sapeva come tornare indietro e così si perse. Un gruppo di guerrieri tribali lo catturarono e lo portarono dal loro capo. Quello per loro era un giorno speciale, era un giorno di festività e per l'occasione avrebbero dovuto sacrificare un uomo da immolare al loro dio.

Erano molto felici di aver trovato il re, così lo legarono e cominciarono a controllare che tutto il suo corpo fosse perfetto, non avrebbero potuto offrire un dono al loro dio che fosse stato imperfetto. Trovarono quel taglio al dito e decisero che non era perfetto abbastanza. Lo liberarono e il re potè tornare nel suo regno. Il re liberò immediatamente Birbal e gli chiese: “Tu mi hai detto che quel taglio al dito era un bene per me. In effetti, così è stato. Mi ha salvato dai tribali. E quanto era buono per te startene seduto in una prigione tutto quel tempo”. Il saggio ministro rispose che era andata bene anche a lui, altrimenti sarebbe dovuto andare col re nella jungla: “Avrebbero sacrificato me al tuo posto. Quindi, è stato un bene anche per me”. Il ministro si sarebbe potuto lamentare quando era in prigione, perché non aveva fatto nulla di male, ma Dio sapeva che se fosse uscito col re avrebbe sofferto. Pertanto, lo fece imprigionare e il ministro accettò.

A volte ciò che prendiamo per difficile o cattiva fortuna può essere un bene per noi. Al massimo, se non ci da altro, ci fa pregare Dio. Nei tempi difficili preghiamo con più forza e più sincerità. Prendete per esempio questi bambini, se non avessero avuto esami da fare, non avrebbero studiato. Avreste potuto chiamarli continuamente, ma avrebbero continuato a giocare. Però, una volta passati gli esami, tutto il loro studio ha portato conoscenza e buoni voti. Allo stesso modo sono i tempi difficili, sono come esami per voi. È in quel momento che dovete mettere insieme tutto il vostro coraggio e la vostra forza, affrontate i vostri problemi in modo coraggioso, passare questo esame difficile, ottenere buoni voti e un buon nome per voi stessi. Quindi, date il benvenuto a tutto ciò che Dio vi ha dato, buono o cattivo che sia; tutto è per il vostro bene.


3 ottobre 2015 – Satsang a Macao

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