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Messaggio Divino di Sadguru Madhusudan Sai, 24 aprile 2022

Messaggio Divino di Sadguru Madhusudan Sai, 24 aprile 2022

Oggi è un giorno divino poiché Dio in forma umana creò esseri umani divini. Quando quel Dio in forma umana scomparve agli occhi del mondo lasciò in eredità tanti esseri umani divini come voi e questo è il motivo per cui questo giorno è divino. In effetti non si tratta della fine di qualcosa, ma piuttosto dell'inizio di molto di più. Come ha detto il nostro Srinivas, si tratta di un cuore che batte in milioni di corpi. Questo è ciò che si intende per ‘divinizzazione dell'umanità’. Il Divino discende come essere umano, affinché gli esseri umani diventino divini. Questo è lo scopo finale, non vi è altra finalità. La discesa di Dio avviene per l’ascensione dell'uomo: questo è l'unico obbiettivo per cui Dio discende.

Per Dio qualunque altra cosa è di secondaria importanza. Costruire ospedali, scuole, progetti e servizi, tutte queste cose sono secondarie; la Sua finalità principale è quella di divinizzare gli esseri umani. E se si sono verificate tante cose, ma ciò non è avvenuto, vuol dire che la Sua Missione non si è compiuta. Dio avrebbe fallito nella Sua Missione se non avesse reso divini così tanti esseri umani, se si fosse limitato a costruire ospedali, scuole e progetti idrici e poi se ne fosse andato. Quello non avrebbe potuto essere Dio. Dio è qualcuno che è in grado di generare molti altri esseri divini, proprio come Lui. Oggi, siamo seduti sotto questo grande cuore rosso, che rappresenta il cuore di Dio, che da solo può essere così grande da poter accogliere tutti al suo interno. Questa è proprio un’occasione da celebrare.

Oggi non dobbiamo rimpiangere il passato, ma piuttosto celebrare il presente. Quale modo migliore per rendere omaggio a qualcuno a noi così caro, a qualcuno che veneriamo, adoriamo e rispettiamo. Di sicuro, non è come adornare una foto con una ghirlanda; cose simili non si dovrebbero fare. Non ci si dovrebbe riunire per tenere discorsi per compiangere un passato che non c'è più. Invece il modo migliore per celebrare il 24 aprile, essendo giunti sin qui alle Fiji, è fare qualcosa per gli altri in nome di quell’essere divino. Ed oggi essendo l’Ospedale Pediatrico Cardiologico Sri Sathya Sai Sanjeevani operativo per gli abitanti delle Fiji e delle Isole del Pacifico, stiamo proprio facendo questo, stiamo celebrando la divinità presente in tutti gli esseri.

Non avrebbe potuto esserci un modo migliore per celebrarlo: donare qualcosa a coloro che nel mondo hanno più bisogno di noi. Immaginate, quindi, ogni bambino e ogni genitore che escono da questo ospedale, con un
piccolo certificato, il ‘Certificato del dono della vita’, che porta il nome Sri Sathya Sai Sanjeevani. Costoro potrebbero non sapere chi fosse Sri Sathya Sai, ma sanno che cosa Sri Sathya Sai ha fatto per loro. A loro non interessa chi possa essere stato e neanche a noi. Ciò che importa è quello che costui ha fatto per loro.

Se quando andranno a casa diranno che Gesù ha risposto alla loro preghiera, oppure che è stato il Buddha o qualche altro Dio a noi non interessa, poiché quella preghiera ha ottenuto una risposta ed è lo stesso Dio, lo stesso cuore che risponde a tutte le preghiere. Un giorno realizzeranno chi è Lui, ma a noi questo non importa. Ciò che conta è che in un giorno come questo non piangiamo, non ci lamentiamo ricordando tutto quello che è avvenuto e non potrà mai più accadere, ma piuttosto che celebriamo questa Presenza, questa Onnipresenza donando in nome Suo sempre di più a sempre più persone nel mondo. Quale omaggio migliore per un Guru? Si deve compiere l’offerta al Guru.

L'offerta al Guru significa che dobbiamo offrire la nostra gratitudine al Guru. Fortunatamente non c'è niente che viene chiamato ‘offerta a Dio’: eppure Egli accetta soltanto l'Amore. Ma l'offerta al Guru esiste. Infatti, per questo insisto sempre, lo sapete, poiché vogliamo sempre mettere tutto sul piedistallo più alto, dicendo che quello non siamo noi e non possiamo diventarlo. Ma io voglio farlo scendere a questo livello, che non è al di sopra di ogni altra cosa. Non riguarda il messaggero, ma riguarda il messaggio. I messaggeri sono stati molti e hanno dato tutti lo stesso messaggio. Krishna, Buddha, Gesù e Allah sono venuti tutti su questa Terra e hanno tutti portato il messaggio dell’amore: amare il prossimo vostro.

Sfortunatamente la maggior parte delle volte rimaniamo bloccati ai messaggeri, ai nomi, alle forme e non riusciamo ad andare oltre l'idea di attribuire tutta la bontà a un certo luogo, a un determinato tempo o a una persona. Il messaggio è importante e seguire il messaggio più del messaggero è il modo giusto per offrire il nostro tributo. L’altro giorno dicevo che quando nel 2015 venni alle Fiji c'erano cinquecento persone, c’erano cinquecento devoti radunati nell'auditorium. Era una folla enorme ed io mi meravigliai: ‘Oh, quanti seguaci ci sono qui!’. Ma adesso mi rendo conto che erano seguaci del messaggero e non del messaggio. I seguaci del messaggero, soltanto quelle poche signore vestite di verde...scusate e alcune di giallo...e alcuni laggiù.
Riuscite a credere che la squadra che può costruire un ashram, centri medici, ospedali come questo e ancor di più sia questa e nessuno di loro lo aveva mai fatto in vita sua? Questa è stata la prima volta. Sono giovani madri come Krupali, che ha avuto un bambino tre anni fa, proprio quando stava per iniziare quest’opera. Poi c'è Sonya, che ha un bambino pressoché della stessa età, mentre Amrita ne ha due. Anche Sheetal ha un bambino. Tutto questo si è verificato in tre anni della loro vita, nell'arco di tempo di tre, quattro o cinque anni.

Sono giovani madri che hanno lavorato in questo ospedale, che lavorano per l'ospedale. Sono tutti giovani padri che avevano la prospettiva di una carriera e che aspiravano ad ottenere una posizione nella vita, ma hanno rinunciato a tutto questo. Essi lavorano 24 ore al giorno, sette giorni su sette per questa causa. Un numero così piccolo di persone ha realizzato tutto questo. Immaginate quanto di più potremmo fare tutti noi, che siamo riuniti in questa stanza, con tutti coloro che ci stanno guardando dal vivo, attraverso zoom. Ci sono così tante persone buone.

È proprio quello che stavo dicendo prima: dobbiamo essere esseri umani divini. Noi siamo umani, senza dubbio siamo nati come esseri umani, ma dovremmo diventare Dio. Questa è la conclusione del viaggio delle nostre vite e questi ospedali non sono altro che ospedali per la trasformazione, che trasformano gli esseri umani in divini. Questo è lo scopo principale. Mentre i bambini vengono operati, noi dobbiamo operare la nostra trasformazione, altrimenti in che modo sarebbe di giovamento per noi? Quindi dobbiamo diventare Divini, dobbiamo diventare Dio, questo è ciò dobbiamo fare.

E soprattutto in un giorno come questo ci dobbiamo dedicare a questo genere di cose, ci dobbiamo impegnare per questi scopi. Poiché questo è il motivo per cui qualunque cosa sia accaduta, proprio in una giornata come questa, è ciò che ci fa diventare divini. Ho potuto vedere fra noi così tanti Sathya Sai camminare, parlare, respirare e lavorare. Questo è lo scopo che un giorno sarà raggiunto da tutte queste anime nobili. Conosco Sumeet molto bene, lo conosco da quando era ragazzino, quando cantava le canzoni.

Immaginatevi un cantante che costruisce un ospedale! (Risate) Ma lui si è dovuto sacrificare. Voleva sistemarsi a Bollywood, a Bombay. Io gli ho detto: “Niente da fare, devi ritornare alle isole Fiji” e lui l’ha fatto.
Krupali (la moglie di Sumeet) stava cercando di diventare un medico di succes- so, ben sistemata e con una vita confortevole in Australia, un Paese sviluppato in cui i figli potessero crescere e frequentare delle scuole migliori. Io le ho detto di no: “Devi tornare a lavorare nelle isole Fiji”. Come ha detto, la promessa era stata fatta e doveva essere mantenuta. Lei mantenne la promessa, ritornò qui e comin- ciò a lavorare.

Allo stesso modo hanno fatto questi giovani che non hanno mai lasciato questi lidi e hanno lavorato per questo ospedale.

Poco fa il nostro Srinivas ha detto che Shawn è la migliore scelta per dare av- vio a questo ospedale. In verità, tutte queste persone sono la migliore scelta che Io abbia fatto. (Applausi) Tutti voi siete la Mia scelta migliore. Chi è la Mia scelta migliore? La Mia scelta migliore è chi non ha altra scelta che seguire ciò che dico. O chi non fa alcuna scelta ma decide: “La Tua volontà è la mia volontà e facciamo (secondo la Tua volontà). Essi sono la Mia scelta migliore.

Dio non sceglie tutti, ha miliardi di persone ma sceglie solo coloro che scel- gono Lui, che Lo scelgono sopra ogni altra cosa che non sia Lui e soltanto Lui. Lo privilegiano rispetto a qualsiasi altra cosa nella vita. Essi sono la scelta migliore di Dio e voi siete la scelta migliore di Dio. Che meraviglia essere scelti da Dio, co- m’è meraviglioso! Naturalmente si tratta di duro lavoro, di sacrificio, di grande impegno e dedizione ma quale lavoro in questo mondo non richiede tutto ciò? Ditemelo voi. Ogni lavoro richiede queste cose, ma questo lavoro è sacro.

Ciò che facciamo aiuta moltissime persone e trasforma moltissime persone. Il suo impatto è infinito, non ha inizio e non ha fine, è eterno. Questo è il lavoro che voi state facendo. Sono così molto grato a questo team. Stavano ringraziando per aver dato loro questa opportunità e Io devo ringraziarli per avere colto questa opportunità.

Sono certo che questo ospedale farà la storia, riscriverà la storia delle cure mediche, del modo in cui vengono date e ricevute, eliminando il commercio dal- l’equazione e inserendoci l’amore. Ed è qui che giunge l’infinito, l’espansione: è quando l’impossibile diventa possibile, è quando ci mettete l’amore, perché senza calcoli, commerci, mercificazione, ogni cosa diventa infinita.

Desiderare di compiere la volontà divina è la scelta migliore che si possa fare nella vita. Ogni altra scelta, alla fine è uno spreco. Soltanto questa scelta ci aiuta a diventare divini e a fare soltanto la volontà di Dio. Che fortuna abbiamo! Siamo guidati nel farlo! Non dobbiamo cercare Dio, poiché Dio viene a cercare noi di- cendoci cosa fare delle nostre vite. Possiamo chiedere un onore più grande, un privilegio maggiore? Non dovremmo afferrarlo con entrambe le mani? E dire: “Sì,
faremo ciò che dici, senza pensarci due volte. Questo è il nostro impegno”. È così che dovrebbe essere.

Sono molto felice perché ogni volta che siamo venuti alle isole Fiji, ci siamo ripromessi di venire ad aprile. E in questo periodo, abbiamo sempre desiderato di fare qualcosa di nuovo, qualcosa in più e questo avviene ogni volta. Siete voi a far- lo accadere. Perciò siete delle persone molto benedette e nei tempi a venire vi renderete conto delle benedizioni che avete ricevuto.

Sono molto grato a tutte le persone. C’è Bob qui che è venuto dagli Stati Uniti.(Applausi) La sua amata moglie Barbara è qui, è una grande devota, che di- scuteva molto, ma con Dio, non con lui. Era una grande devota e ha lasciato il corpo alcuni anni fa. Volevo creare qualcosa a suo nome. La sala operatoria è stata intitolata a lei, Barbara Bozzani. Non è per onorare una persona e non onorarne un’altra, è semplicemente per dire al resto del mondo che tipo di persone ci vuole per fare cose del genere.

Queste cose non cadono dal cielo, non appaiono dal nulla ma si tratta di duro lavoro, di sacrificio, di impegno e dedizione. Questo è ciò che Io desidero lasciare come messaggio. Quando verranno le persone e chiederanno: “Chi sono queste persone?”, dovranno conoscere la storia di questo ospedale. Questo è il tipo di persone che ha lavorato dietro le quinte. Ecco perché si tratta di un team molto piccolo ma sono certo che nei tempi a venire aumenterà. Il sogno sarebbe di avere un team locale e pienamente formato qui nelle Fiji che possa gestire l’ospedale per sempre: è questa l’idea.

Shawn lo sta avviando ma sono certo che voi, Krupali e Nandini, figlia del dr. Pillai, con il nostro team Sanjeevini e naturalmente il nostro Srinivas lavorerete tutti insieme. Non desidero che l’ospedale stia fermo ma dovrebbe lavorare con- tinuamente perché potremmo pensare che va tutto bene se per due giorni non lavoriamo ma in quei due giorni non sappiamo se una madre sta piangendo e se un bambino non riesce a respirare a casa propria. Quei due giorni sono molto pe- santi per quella madre e quel bambino, anche se per noi è solo un giorno o due.

Perciò facciamo più che possiamo ogni giorno e impariamo a equilibrare le cose. Dovete avere l’equilibrio tra i due mondi. Non potete essere estremi da una parte, non va bene, dovete imparare a equilibrare entrambi gli aspetti. Penso che cominceremo a operare il giorno 30 e ci sono già trenta bambini in coda. Trenta bambini fra tutti i bambini già stati visitati sono in coda per l’operazione e qui verrà un grosso team a eseguire tali operazioni.

Sono certo che ogni cosa andrà molto bene ed entro una settimana ci sarà un’altra piccola celebrazione che segnerà il completamento di tali operazioni. Il
27 è l’apertura ufficiale con il Primo Ministro delle Fiji e speriamo che si unisca- no dei rappresentanti dell’India e molti altri dignitari. Ci vorranno due giorni per avere le sale operatorie pronte. E dal 30 cominceranno le operazioni.

Sono molto felice che siate venuti da molti Paesi. Sono sicuro che non ab- biamo nominato alcuni Paesi ma ci sono anche dei giapponesi qui, come anche degli americani, abbiamo persone che vengono dall’India e anche da Sri Lanka perché c’è Suta che è in parte proveniente da Sri Lanka. Lui, con la sua famiglia e le persone di Sri Lanka inclusa la ditta di proprietà di Gary: stanno tutti lavoran- do per costruire un ospedale a Sri Lanka, perciò potete rintracciare l’ospedale sotto l’India (indicando il cartellone): c’è un ‘cuore che batte’ lì.

Lì c’è un cuore che batte e ci andremo fra breve, dalle Fiji allo Sri Lanka per fare il prossimo ospedale e stiamo pianificando di iniziare la prima parte in agosto durante la prima o la seconda settimana. Lì c’è un grande ospedale molto più grande di questo, ma noi cominceremo con un piano e lentamente lo ingrandire- mo. Sri Lanka sta attraversando il periodo di crisi che noi tutti conosciamo. Que- sto è il momento in cui hanno bisogno più che mai di aiuto. Quindi dovremmo andarci e provvedere perlomeno alle cure mediche generali e a quelle delle madri e dei neonati. Faremo visite pediatriche e avremo sale operatorie. Quindi, ogni tanto, una missione medica come questa può dedicarsi anche all’assistenza pedia- trica, ma sarà una infrastruttura generale di cui tutti possono beneficiare. Questo sta avvenendo in India. Come tutti sapete è stato aperto l’ospedale Sarla Memo- rial Hospital e ora anche l’università medica che è stata chiamata dott.ssa Sri Ra- jeshwari, la madre di Srinivas che fu una delle prime donne a intervenire. Di nuo- vo la scelta era fatta! Lasciò un eccellente e promettente carriera medica negli anni ’60. Potete immaginare che cosa meravigliosa vivere negli Stati Uniti e cose del genere. Lasciò tutto quello e cominciò in un piccolo capannone usato come ospedale, questo a confronto è un lusso. Quegli ospedali erano semplici capanno- ni e vi si lavorava facendo tutto il possibile. Quindi si sta costruendo un grande edificio accademico e il lavoro sta andando avanti giorno e notte. Molti di voi fanno parte anche di quel progetto e infine si farà anche un ospedale più grande. Tutte queste cose meravigliose stanno accadendo come vi ho detto, grazie a tutti voi e a molti come voi nel mondo. Non abbiamo bisogno del mondo intero per farlo, bastano poche brave persone che decidono di fare del bene per ottenere molto. Sono sicuro che con il passare del tempo molti bambini che sono stati cu- rati qui o che sono stati educati, saranno così ispirati a fare molto di più per l’umanità. Sarà così che il bene si promuoverà e si propagherà. Questo è il proget- to. Stiamo aprendo parecchi ospedali dedicati alle madri con i figli, si tratta di un
piccolo contributo, ma di grande effetto. Questo lo sta facendo in tutta l’India e certamente ora ci stiamo trasferendo nello Sri Lanka e anche qui voglio che ci sia lo stesso centro assistenziale per le madri e i bambini. Il prossimo può essere uti- lizzato per questo. Perciò l’intervento tempestivo eviterà tali infortuni e faremo così, questo è il lavoro. Inoltre hanno generazioni più giovani ad alcuni dei quali ho anche consigliato di divenire dottori, ad altri di essere chirurghi così che pos- sano badare a queste cose prossimamente. Tutti avranno un lavoro da svolgere e ognuno contribuirà a suo modo. Sono molto felice che questo stia avvenendo e ogni anno dovrebbe accadere qualcosa di simile. Ogni 24 aprile dovremmo inviare al mondo un grande, forte e chiaro messaggio. Non siamo qui per lamentarci ma per celebrare e per esprimere la nostra gratitudine. Dovrebbe essere in questo modo, vero? Da credenti dobbiamo farlo, non voglio alcun altro modo e abbiamo un bell’Ashram qui in riva al mare. Quindi ho invitato le persone a venire qui in vari gruppi. Oggi un gruppo, in seguito un altro così anche loro possono vedere il bellissimo Ashram. Dobbiamo trasformarlo in un bel centro spirituale, poiché piace a tutti venire in vacanza alle Fiji, viene gente da tutto il mondo. Perché in- vece non organizziamo dei sacri giorni all’Ashram? Pertanto questo è il mio idea- le. Consideriamo le Fiji nel Pacifico anche come un centro spirituale, perché è equidistante dall’oriente e dall’occidente del pianeta. Possiamo venire qui, poiché è situato molto bene in mezzo all’oceano. Perciò lo trasformeremo in un Ashram migliore. Lungo la strada che porta dal padre di Sumeet, MahendraJi stavo di- cendo che dobbiamo migliorarlo un pò, ma lo faremo un passo alla volta. Le albe e i tramonti sono molto belli e Dio ama la natura perché è Lui che l’ha creata. La pura espressione della divinità è la natura e naturalmente volete stare in un am- biente naturale. Le città sono gli ambienti più naturali della società, ma questa non è la volontà del divino, perciò tornate alla natura. Quindi andremo tutti lì e faremo qualche bhajan e anche bhojan. Che cosa potrei dire di più? Sono molto felice e questo è solo l’inizio di una lunga strada da percorrere e sono sicuro che il viaggio sarà sia avventuroso che divertente per tutti noi, ma dobbiamo cammina- re mano nella mano, al passo l’uno con l’altro per aiutarci a diventare Dio e nel processo anche l’umanità sarà trasformata. Sono molto contento. Lasciate che questa giornata rimanga così e rallegriamoci tutti assieme. C’è stato un giorno in cui Srinivas era seduto, stringendo le gambe e piangeva. Fu lo stesso giorno, lo stesso momento in cui il Divino decise di lasciare il corpo. Lui era lì e in quel momento stava piangendo trattenendo le gambe. Si sentiva abbandonato e orfano in quel momento ed ora stringe di nuovo le gambe e piange di gioia, perché la vita ha un senso e c’è così tanto da fare, da guardare avanti e c’è la bellezza di quella presenza e dell’onnipresenza. La sperimentate in ogni momento, nel sorriso di quel bimbo, nel sollievo della madre e nella gioia del padre. Sperimentate quella onnipresenza, dovreste vedere Dio in quegli occhi. Quando parli con queste per- sone, guardate nei loro occhi e vedrete lo splendore di Dio, vedrete Swami che vi guarda attraverso i loro occhi, questa è l’onnipresenza. Questo è un espediente che dovete imparare. Se volete trovare Dio, guardate negli occhi di quelli che sono stati alleviati o che sono stati serviti e vedrete il suo sorriso attraverso i loro occhi, saprete che è lì dentro. Questo è il nostro modo di cercare Dio. Questo è ciò che sta facendo e molto di più sarà fatto e noi ci saremo di sicuro. Siccome lui disse: non lasciarmi! Lei stava dicendo: non lasciarmi! È difficile tenermi stretto. Non è facile e continuo ad alzare la sbarra, sapete che continuo ad aumentare lo standard e la richiesta di sacrifici ed è per questo che dovete tenermi stretto ed elevarvi con me. Non potete stare a terra ed anche volare nel cielo. Non è possibi- le. Dovete lasciare il suolo per essere con me nei cieli. Dovreste desiderare di far- lo. Lasciate andare questa paura, questa ansia e l’idea di ‘io e mio’, altrimenti non possiamo essere divinità. Se volete venire a volare con me nei cieli, abbandonate le abitudini terrene. Rinunciate al voler rimanere a terra. Siate liberi. Questa è li- bertà.

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