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Marzo 2023 - SAIPRAKASHANA.COM/IT

Estratti dai Discorsi Divini29

Discorso divino 12 febbraio 2020, Satsang del mattino - Nakhon Pathom, Thailandia - Parte 1

Adi Shankaracharya disse:

shareeram swaroopam tatha va kalatram,
yashas charuchitram dhanam merutulyam,
manash chenna lagnam guroranghipadme,
tatah kim tatah kim tatah kim tatah kim

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Q&R92

D Perché gli uomini e le donne devono stare separati durante le preghiere

R Swami:A cosa servono le preghiere? Le preghiere servono a tenere la mente concentrata su Dio.

Non ci si dovrebbe concentrare su nient’altro perché, se la mente vaga di qua e di là, la connessione con Dio diventa debole e, se si indebolisce, non si può sperimentare il Divino.

Bisogna evitare qualsiasi cosa si presenti che possa distrarre la mente. Non significa soltanto tenere gli uomini e le donne seduti in modo disciplinato o in modo diverso, ma non bisogna neanche mangiare troppo prima di andare a pregare.

State a digiuno prima di andare a pregare. Perché? Se mangiate troppo, lo stomaco interferisce con la preghiera: potreste avere nausea, indigestione e problemi simili. Mangiare troppo non è sattvico.

Il digiuno fa parte della preghiera. Nei tempi antichi, le persone pregavano al mattino presto, restavano a digiuno e poi si recavano al tempo. Ancora oggi, quando le persone vanno al tempio, digiunano. Perché?

È perché, quando si mangia troppo, questo può interferire con la preghiera.

Che cos’altro si fa? Si compiono certi riti prima di pregare, come fare il bagno e indossare vestiti puliti. Si accendono anche gli incensi e le lampade, perché si vuole scacciare il buio.

Tutto questo fa parte di determinati riti, di determinate regole. Gli antichi sapevano che tali rituali aiutavano la mente a concentrarsi meglio su Dio.


Mauritius, 12 dicembre 2018

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Q&R91

D Quando insegniamo l’amore, le persone hanno paura di ciò che cerchiamo di insegnare loro. Pensano: ‘Voi insegnate la spiritualità e i mantra indù e così via’. È difficile replicare a tale mentalità.

R Swami:Insegnate la filosofia nella pratica. Chi è interessato può anche imparare i mantra, può anche recitarli. È la cosa migliore. Qual è il pensiero originale della religione? L’essenza della filosofia di Swami è la stessa della religione originaria, il Sanathana Dharma, come viene chiamato. Che cosa è sanathana? Sanathana significa ‘ciò che esiste sempre’. Che cos’è il dharma? Il dharma è la via. Perciò, il Sanathana Dharma è la via che è sempre esistita. Vedete, i riti, i Veda, i mantra sono come gli orari scolastici, le divise, le materie e la lingua in cui vengono insegnate: sono soltanto degli aspetti esteriori. La conoscenza, la comprensione che tutto è divino è la religione originaria. Tuttavia, per impararla, bisogna andare a scuola e imparare le lezioni. Le altre cose servono soltanto ad aiutare a comprendere questa conoscenza.

Scuole diverse hanno uniformi diverse, diversi orari, lingue diverse. Le religioni sono come le lingue: sono modi diversi di comprendere lo stesso messaggio. Hanno gli stessi princìpi, nonostante abbiano diversi profeti, diversi messia e guru differenti, Ogni religione propaga questa conoscenza. Da questo punto di vista, ci sono delle differenze, ma, andando in profondità, le religioni insegnano tutte ad amare Dio poiché Dio è in tutti. Dio ha creato tutti uguali: non c’è qualcuno che è superiore o inferiore. Questa filosofia è la stessa. Che imparino prima questa filosofia.

Ci sono centinaia di modi per trattare lo stesso argomento. Alcuni possono avvicinarsi a esso tramite il Corano, altri tramite la Gita, altri grazie alla Bibbia o a un altro testo religioso. Sono solo modi diversi. Insegnate la conoscenza di base, la filosofia. Qual è la filosofia? Tutti sono Uno. Ciascuno è uguale nella Creazione. Tutti devono essere amati e serviti. Questo è il modo per trovare la pace e la felicità nella vita. È ciò che stiamo cercando di fare. Questo dovrebbe essere utile. Tuttavia non dovreste strafare, non dovreste porre delle condizioni, come dire, per esempio, che devono fare questo e quello, altrimenti non possono venire qui. Che cosa succederebbe, in quel caso? Molti giovani penserebbero che c’è troppa filosofia. D’altro canto, tuttavia, essi coltivano i sentimenti di amore e di compassione e vogliono partecipare. È così che deve avvenire. Fatelo con calma. I giovani devono porre delle domande e voi dovete rispondergli. Se non date delle risposte alle loro domande, potrebbero coltivare dei pregiudizi verso questa opera. Talvolta le domande possono essere facili, talvolta difficili e persino imbarazzanti. Lasciate che sia Io a rispondere!


Visita divina, Malesia, 11 marzo 2019

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Q&R90

D Swami, qual è il modo migliore per servire?

R Swami:Non ha importanza il modo che impiegate, chi servite o con quali mezzi.

L’antico subhashitam recita:

paropakarartham vahanti nadyah
paropakarartham duhanti gavah
paropakarartham phalanti vrikshah
paropakarartham idam shareeram

(I fiumi scorrono per aiutare gli altri; le mucche producono il latte per aiutare gli altri; gli alberi portano frutti per aiutare gli altri; lo scopo del corpo umano è di aiutare gli altri)

Il corpo è stato creato per il servizio. Se dividete la parola paropakara, essa è costituita da tre parti: para, upa e kara. Para significa Dio, il divino, Colui che è oltre. Upa significa ‘vicino’. Kara è ciò che fa sì che qualcosa avvenga. Perciò paropakara è ciò che vi avvicina a Dio.

Dov’è Dio? Dio vive dentro di voi, tramite la vostra natura. Ciò che vi rende maggiormente divini, che vi fa sentire l’unità con gli altri è paropakaratham. Quando fate servizio, quando aiutate gli altri, vi avvicinate alla vostra vera natura. Diventerete più divini, più gentili, compassionevoli, pacifici e beati. Scomparirà qualsiasi ristrettezza mentale e si farà strada in voi la larghezza di vedute. Questo è il concetto di paropakaratham.

Questo è il miglior sadhana (pratica spirituale). Per realizzare la Divinità non c’è bisogno di recarsi in pellegrinaggio in un luogo sacro, non c’è bisogno di fare japa (recitazione del nome di Dio) o meditazione ogni giorno o compiere delle difficili austerità.

In questo Kali Yuga, namasmarana e seva sono le pratiche più importanti. Il namasmarana è ricordare Dio e seva è servire Dio.

Dov’è Dio? Non potete andare nel Vaikuntha (la dimora del Signore Vishnu) per servirlo. Non potete andare sul Kailasa (la dimora del Signore Shiva). Tuttavia, Dio è presente in ciascuna persona che servite. Quando servite, giungete a Dio. Questo è il segreto! Non esiste nessun altro segreto nella spiritualità.

La spiritualità molto semplice e pratica è di amare e servire tutti senza alcuna distinzione o differenza. Trattate tutti alla pari e amateli: questa è spiritualità. Usare il japamala (rosario) e compiere varie forme di sadhana sono tutti modi di tenere la mente concentrate su questo pensiero. Non sono il fine, ma soltanto i mezzi per giungere allo scopo. Il fine è sentirsi uno con tutti, amare tutti, servire tutti, pensare che tutti sono parte di voi, mantenendo una mente aperta.

Questa è spiritualità, questo è ciò che state cercando di raggiungere.


15 marzo 2019 Satsang presso la residenza di Umashankar e Srividya, Singapore

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Q&R89

D Come possiamo stare vicini a Dio?

R Swami:Può esserci un figlio senza madre? Allo stesso modo, può esistere una madre senza il figlio? È una relazione inseparabile. Lo stesso si può dire della relazione tra Dio e i suoi devoti. Dove c’è il cuore puro dei devoti, si può essere certi che anche Dio sia presente. Quando il bambino piange chiamando la madre, ovunque sia, ella accorre dal bambino. Allo stesso modo, quando i devoti pregano con il cuore puro, Dio non ha altra scelta che stare al loro fianco. Si tratta di un legame d’amore inseparabile tra Dio e i suoi devoti.

Tra tutti i figli, quale è più caro alla madre? Il figlio più caro è quello che segue la madre, la ascolta e non le procura alcun problema. Allo stesso modo, il devoto più caro al Signore è anapeksha, cioè quello che ha minori desideri. La più grande qualità di un buon devoto è di non avere desideri. Un tale devoto è soddisfatto di qualsiasi cosa Dio gli dia e attende pazientemente che Dio compia la sua volontà senza creare intralci. Tale devoto non ha una sua mente, desideri o volontà propria. Per lui, ogni cosa è volontà di Dio, ciò che Dio desidera.

È come un bravo figlio che è sempre soddisfatto di ciò che la madre fa, di ciò che gli dà ed è sempre pronto ad ascoltarla e a seguire i suoi consigli. Tuttavia, quando il figlio cresce, va a scuola, incontra altre persone, crea nuove amicizie, coltiva nuovi desideri e nuove intenzioni e non ascolta più la madre. Allo stesso modo quando i devoti si trovano in compagnia di persone mondane, dimenticano Dio e rincorrono i desideri. Pertanto, per mantenere una devozione pura per Dio, è molto importante mantenersi in buona compagnia, nella compagnia di devoti privi di desideri.

Nel buddismo c’è una preghiera: Sangham sharanam gacchhami, stai in compagnia di persone buone. Senza il sangham, senza il satsang. non è possibile conoscere o essere con il Buddha, cioè conoscere o stare sempre con Dio. Quando siete in compagnia di persone buone, tendete a fare delle cose buone. Dharmam sharanam gacchhami, fai cose buone, sii sempre sul buon cammino. Potete seguire il cammino della bontà soltanto quando siete con persone buone. È così che potrete stare con Dio: Buddham sharanam gacchhami, potrete essere in compagnia del Divino.


Laos, presso la Home Sai, 19 marzo 2019

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